mercoledì 20 febbraio 2008

20 febbraio 2008 Gli ultras non parlano, attesi i filmati

Aggressione al cremonese, bocche cucite all’udienza di convalida
Stefano Carmignoto: «Dopo la partita ero a casa a studiare»
«Ero allo stadio Euganeo a vedere la partita Padova-Cremonese. Ma poi sono tornato a casa per prepararmi agli esami». E’ la versione fornita al dal neo-avvocato padovano gip di RomaStefano Carmignoto durante l’interrogatorio, presente il suo penalista Franco Antonelli.
Bocche cucite, invece, all’udienza di convalida per rogatoria, in attesa di visionare il filmati in possesso dell’accusa. E’ la strategia difensiva scelta sia dai quattro ultras biancoscudati ristretti al «Due Palazzi» che dai pari numero ospitati al «San Bortolo» di Vicenza.
Se sull’aggressione al tifoso della Cremonese Stefano Gagliardi pestato selvaggiamente con pugni, calci, sprangate e colpi di mazza nell’area di servizio «Scaligera Ovest» di Soave c’è poco da obiettare, essendogli stata asportata la milza, è sui singoli profili di condotta che si gioca la partita giudiziaria.
Al termine degli interrogatori i difensori hanno chiesto la modifica della misura cautelare in carcere tramutandola negli arresti domiciliari. Hanno insistito sul fatto che i propri assistiti non sono degli sbandati bensì gente normale e inserita nella società. Hanno tutti una casa, una famiglia, un lavoro o una professione autonoma.
E per dimostrarlo hanno esibito le loro buste-paga. Spetterà adesso al gip veronese Monica Sarti prendere una decisione su una «spedizione punitiva» attuata da un manipolo di esagitati fans del Padova. Degli almeno 18 arrivati il 2 dicembre scorso a Soave da Padova con cinque auto, 10 sono stati poi riconosciuti dalla Digos di Padova e perseguiti dalla magistratura scaligera per lesioni gravissime, senza distinzione tra autori del pestaggio e partecipanti. Un concorso pieno.
Gli otto imputati di Vicenza e Padova risultano difesi dall’avvocato Giovanni Adami di Udine. Quelli detenuti al Due Palazzi sono Igor Clementi di Padova, Andrea Danieletto di Terrassa Padovana, l’idraulico Manuel Garola di Ponte San Nicolò e l’impiegato in un grande magazzino d’abbigliamento Marco Brusemini. Garola è comunque assistito anche dall’avvocato Carlo Covi, mentre Clementi è pure difeso dall’avvocato Troia di Verona.
Il quartetto, interrogato per procura dal gip padovano Rita Bortolotti, si è appunto avvalso della facoltà di non rispondere. Sono rimasti muti anche gli arrestati di Vicenza: l’artigiano Andrea Razzetti, l’imprenditore Alessandro Stecca, l’operaio Matteo Toscani e Andrea Guerra di Mestrino.
Intanto già da stamane i difensori potranno prendere visione dei filmati a circuito dell’area di servizio di Soave, dei tabulati dei telefonini di alcuni degli arrestati e delle risultanze dei Telepass.
Fonte:L'Espresso

Nessun commento: