martedì 22 giugno 2010

Marco Baroni e Manuel Gerolin le novità tecniche della Cremonese 2010 -2011

Nascono nuove speranze, grande voglia di riscossa
Martedì 22 giugno 2010, ore 12, uffici di via Persico. Nasce la nuova Cremonese edizione 2010-2011. Quella della rivincita. Quella della riscossa. I primi ad arrivare sono i giornalisti, curiosi e trepidanti di conoscere i volti nuovi. Poco dopo, con un leggerissimo ma comprensibile ritardo sui tempi previsti arrivano Calcinoni e Arvedi. E sono ovviamente il Presidente e il suo vice a fare gli onori di casa introducendo la dirigenza e il nuovo staff tecnico: il riconfermato Turotti e i nuovi Gerolin, Baroni e Rocchini.
Il primo a parlare è Arvedi: "Stiamo introducendo persone che speriamo ci accompagnino nel successo per molti anni. Diciamo subito che io resto presidente e che il dottor Calcinoni sarà ancora vicepresidente. Sandro Turotti rimane ma sarà ora non solo direttore generale ma anche consigliere delegato. Turotti sarà l'uomo della continuità e della stabilità. Le novità sono i signori che vedete al mio fianco: Manuel Gerolin, Marco Baroni e Riccardo Rocchini.
Quanto al futuro della squadra ho scritto una lettera che domani sarà distribuita ai giornali in cui spiegherò molte cose. Per ora posso anticiparvi che ci baseremo sul settore giovanile. Stiamo costruendo un centro sportivo importante che l'anno prossimo sarà pronto. Questa dovrà essere la continuità e la stabilità del nostro futuro. Gli investimenti sul settore giovanile sono fondamentali.
Quanto alla prima squadra voglio una squadra energica, sanguigna, cattiva, volitiva. Dopo un'esperienza di 3 anni di serie C ora so che la conquista deve essere basata sulla tecnica ma anche e soprattutto sulla volontà. Occorre costanza, il campionato è lungo, tutte le partite sono impegnative e occorre molta volontà. Per quanto riguarda l'esperienza dello scorso anno ci sarebbero tante cose da dire ma preferisco non tornarci più per ora. Guardiamo al futuro. Il calcio in fondo è un gioco, impegnativo ma è un gioco. Ora seguiamo sentieri stabili".
Arvedi dice altre cose importanti:"Baroni va al sodo. E' culturalmente giovane, ha nuove energie da mettere nella squadra. Dobbiamo dimenticare il campionato appena finito ma sono convinto che i nostri uomini ce la metteranno tutta per capire la situazione e quanto accaduto. Sono persone ineccepibili. Io ci tengo comunque a dire che non metto angoscia. Io non sono un presidente che pretende tutto subito, ai risultati ci si arriva gradualmente.
Quando siamo arrivati non c'era nulla, non c'era fiducia. I genitori non mandavano più i loro ragazzi alla Cremonese. Per fortuna ora grazie a Finardi e Ghio, che sono bravissimi, siamo tornati in primo piano. Ora da Mantova e Piacenza, dati i problemi economici di queste società, arrivano richieste per aggregare alle nostre squadre i loro ragazzi. In soli tre anni aver raggiunto questo risultato credo sia un grande segnale. Abbiamo seminato bene. Ora noi dobbiamo avere fiducia nelle nostre forze e cercare di salire dal basso. Ho accumulato tre anni di esperienza nel calcio, e sottolineo che in questo posto ci sono stato messo, mi ci hanno messo.
Ora noi desideriamo il rispetto di tutti per la Cremonese. Ne parleremo prima dell'inizio del campionato, senza coinvolgere squadra e tecnici che non devono pensare a queste cose. Ne parleremo nelle sedi dovute. Abbiamo porto l'altra guancia due volte, non la porgeremo una terza volta anche perchè la terza guancia non ce l'ho. Adesso basta! Noi qui abbiamo sistemato lo stadio e il settore giovanile. Poi andiamo a Varese e troviamo lo stadio senza i tornelli, i tifosi senza biglietto che entrano nello stadio e poi in campo. Queste cose vanno chiarite altrimenti vuol dire che qui c'è qualcuno che invece che amare il calcio ama qualcos'altro. Insomma, ci tengo a dire che non sono remissivo".
Ultime parole di Arvedi dedicate a Venturato:"Abbiamo già espresso con un comunicato la nostra riconoscenza per Venturato ma ci tengo a ribadire che si tratta di una persona straordinaria che ha fatto tutto quello che poteva. A lui il nostro plauso e ricordo che la vita si apre spesso a prospettive nuove".
Turotti è laconico:"Hanno già parlato loro, io preferisco non aggiungere altro. Contano i fatti".Ma aggiunge poi: "Ripartire dopo una finale persa non è facile. Tutti ricordiamo come è andata due anni fa e ci sono statistiche precise che lo dimostrano. Chiedo perciò pazienza a tutto l'ambiente, ci vuole pazienza. Quanto all'argomento toccato dal presidente (in merito a determinate disparità di trattamento - ndr) io direi che finora noi siamo stati fin troppo educati".
Fonte:Il Vascello

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