TLP - CONSIGLI PER GLI ACQUISTI: Alessandro Favalli
Non fatevi ingannare dall’età: ad Alessandro Favalli, l’appellativo baby non si addice affatto. La sua carta d’identità recita 15 novembre 1992 ma, in sé, ha poco o nulla di immaturo. Fisico, talento e velocità gli sono valsi gli apprezzamenti di stampa e società tanto che la Juventus, lo scorso inverno, ha chiesto informazioni sul suo conto. TuttoLegaPro ha voluto intervistarlo in esclusiva per conoscere più da vicino le impressioni del terzino, così giovane eppure così lanciato nel mondo del professionismo.
Fonte:TuttoLegaPro
Quattordici presenze in Lega Pro sono un ottimo risultato per un giovane classe ‘92, specie in una società ambiziosa quale la Cremonese…
“Sono piuttosto sorpreso per questo aspetto legato al mio utilizzo. Se consideri che ritenevo di essere stato inserito in prima squadra solo per far numero senza quindi possedere la garanzia di un minutaggio definito ed ora mi ritrovo con quattordici presenze al primo vero anno in Prima Divisione, c’è veramente da sorprendersi. In realtà, è stato l’infortunio di Rossi l’episodio che ha agevolato la mia entrata in campo in quanto la sua indisponibilità ha costretto il mister a puntare su di me per rimpiazzarlo”.Quanto reputi costruttiva l’esperienza in Lega Pro per la tua formazione umana e calcistica?
“Tanto. Mi sono veramente trovato a mio agio. Poi, per un calciatore giovane come lo sono io, penso sia molto meglio giocare in un campionato professionistico come la Prima Divisione rispetto ad una Primavera o alle giovanili perché capisci subito cosa sia il calcio, trovandoti di fronte a dei professionisti di un certo livello.E’ un’esperienza assolutamente formativa anche e soprattutto a livello umano perché, personalmente, ho avuto la fortuna sia di essere allenato da un tecnico in gamba (Acori, ndr) che mi ha subito inserito tra i titolari senza più togliermi sia di conoscere un gruppo affiatato come lo era il nostro che mi ha dato una grossa mano ad integrarmi nei meccanismi di squadra".All’inizio eri spaventato dalle responsabilità che il tecnico ti aveva affidato oppure hai subito pensato che saresti stato in grado di affrontarle con serenità?
“No no, le ho subito affrontate con serenità: il fatto di aver sentito la fiducia del mister in primis e poi dei miei compagni mi è stato veramente di aiuto".Pensi che tante società dovrebbero prendere spunto dal tuo “caso”?
“Sicuramente noi giovani facciamo di tutto per farci vedere e metterci in mostra e da questo punto di vista siamo molto motivati ed entusiasti nell’intraprendere l'esperienza nel professionismo, purtroppo poi non sempre va a finire così”.Perché questo? Quali sono secondo te le motivazioni che frenano l’avvio di questa politica?
“Certamente la volontà e l’ambizione delle società nel voler arrivare fino in fondo comporta sempre più l’utilizzo massiccio dei veterani che, quanto ad esperienza e affidabilità, danno più garanzie rispetto ad un giovane magari inesperto. Ecco, noi subiamo questa realtà dei fatti rimanendo semplici gregari”.Quest’anno hai la maturità: come riesci ad abbinare efficacemente la scuola con la tua futura professione?
“(ride, ndr) Efficacemente è una parola grossa anche se in effetti a scuola non ho mai avuto problemi né di voti né tanto meno di condotta. All’inizio ho incontrato difficoltà perché, avendo scelto l’istituto tecnologico di Parma, ho dovuto cambiare scuola e iscrivermi a Cremona in quanto la chiamata in prima squadra della società ha scombussolato un po’ i miei piani. A Cremona poi ho fatto molta fatica perché gli allenamenti erano giornalieri e la scuola non andava certo trascurata”.Come è il tuo rapporto con i tuoi compagni di scuola? Lo sanno di avere in classe un promettente calciatore?
“(ride, ndr) I miei compagni mi vogliono molto bene: essendo tifosi della Cremonese, il lunedì mi chiedono sempre come è andata la partita ma la cosa finisce lì anche perché a me non piace affatto gasarmi e vantarmi per quello che sono e quello che faccio. Sono una persona umile e piuttosto riservata, non voglio correre il rischio di montarmi la testa”.Come è stato il campionato della Cremonese?
“E’ stato un campionato deludente. Sicuramente gli obiettivi iniziali erano altri, alla fine abbiamo dovuto guardare in faccia alla realtà lavorando intensamente per raggiungere l’obiettivo salvezza, questo perché i risultati non arrivavano nonostante avessimo fatto tutto il possibile per raddrizzare la situazione”.Si è parlato tantissimo questo inverno di un forte interessamento della Juventus nei tuoi confronti: cosa c’era di vero in questa storia?
“Di vero c’era e c’è solo un forte interesse ma la cosa è finita lì. Non capivo come, leggendo i quotidiani sportivi, la Juventus abbia potuto comprarmi avendo la Cremonese assicuratomi la permanenza in prima squadra fino alla fine del campionato e magari anche oltre, visto che il mio contratto scade tra tre anni”.Qual è la tua vita extracalcistica?
“Molto semplice: al mattino la scuola, al pomeriggio l’allenamento, alla sera, invece, privilegio le uscite in centro o al bar con i miei amici e con la mia ragazza Sara anche se spesso mi tocca ripiegare con lo studio".
Il tuo sogno da grande?
“Diventare un grande calciatore, andare avanti in questo sport e cercare di arrivare alla massima serie”.C’è un giocatore al quale ti ispiri particolarmente?
“Essendo terzino, mi ispiro molto a Maicon perché sa al tempo stesso difendere ed attaccare bene, cosa che piace fare anche a me".Fonte:TuttoLegaPro

















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